Descrizione
Un filo da 8 millimetri in cui si alternano l’ossidiana, nera e lucidata come il vetro, e la pietra lavica, grigia e crivellata di fori. Tre rondelle dorate separano i gruppi. Le due pietre escono dallo stesso vulcano e non si somigliano affatto.
A separarle è la velocità di raffreddamento, nient’altro. Una lava che si rapprende in poche ore, senza lasciare ai gas il tempo di uscire né agli atomi quello di ordinarsi, dà basalto vescicolare : la pietra lavica, piena di bolle congelate. La stessa lava raffreddata ancora più in fretta, alla superficie di una colata, dà un vetro senza bolle né cristalli : l’ossidiana. Due trame opposte, una sola origine. La guida all’ossidiana racconta questa formazione.
Il contrasto fra le superfici è il tema del bracciale. L’ossidiana rimanda la luce, la lava la assorbe del tutto, e l’occhio passa dall’una all’altra senza transizione. Le rondelle dorate non sono decorative : creano un respiro fra due trame che altrimenti si scontrano. Gli altri bracciali sono qui.
La pietra lavica è porosa, e questo è insieme il suo pregio e il suo vincolo. Molti la usano come diffusore di olio essenziale, con una goccia che dura due o tre giorni. Ma quel che entra non esce : un olio profumato lascia un odore persistente, e anche un sapone liquido o una crema per le mani vi si annidano. Dopo un anno la pietra conserva tutto quel che ha bevuto. Non la si pulisce davvero, la si accetta così.
La litoterapia associa l’ossidiana al radicamento e la pietra lavica alla calma. Nulla di tutto ciò è dimostrato, e un gioiello non cura niente. Ho raccolto a parte ciò che la tradizione attribuisce all’ossidiana e ciò che dice degli abbinamenti, al condizionale dall’inizio alla fine.
- Due rocce vulcaniche autentiche : ossidiana lucidata e pietra lavica porosa, perle da 8 mm.
- Rondelle in ottone dorato, poste a separare le due trame.
- La pietra lavica trattiene a lungo oli e saponi.
- Montato a mano in Francia, filo elastico intrecciato, senza chiusura.
Cosa sapere prima di indossarlo
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Le caratteristiche
- Pietre
- Ossidiana nera, pietra lavica (basalto vescicolare)
- Diametro delle perle
- 8 mm
- Finiture
- Tre rondelle in ottone dorato
- Circonferenza del polso
- Da 17 a 19 cm, elastico
- Montaggio
- Filo elastico intrecciato, senza chiusura
- Peso
- Circa 15 g
- Origine delle pietre
- Messico, Indonesia
- Genere
- Unisex
- Marca
- Bijoux Obsidienne

La pietra lavica beve tutto quel che le si dà
Montare lava accanto all’ossidiana pone un problema di calibro invisibile in fotografia. Una perla di lava non ha superficie regolare : il suo diametro misurato varia di due o tre decimi di millimetro secondo dove si appoggia il calibro, perché il becco cade in un foro o su uno spigolo. Accanto a un’ossidiana perfettamente sferica, l’irregolarità si vede. Scelgo quindi le lave più tonde del lotto, il che ne scarta facilmente un quarto.
Questo filo esiste perché la domanda torna spesso : l’ossidiana è una pietra lavica? La risposta è sì e no, e una scheda di blog non lo fa capire bene come le due trame fianco a fianco su un polso. Le varietà di ossidiana e gli altri bracciali completano.
Un quarto delle perle di lava finisce fra gli scarti perché non è abbastanza tonda accanto a un vetro lucidato.
L’ossidiana non teme l’acqua. La pietra lavica invece assorbe tutto : tenete lontani sapone liquido, crema per le mani e profumo, perché l’odore resta. Togliete il bracciale prima della doccia. Un panno morbido e asciutto, mai una vasca a ultrasuoni. Pulire un gioiello in ossidiana dice il resto.








