Descrizione
Un poliedro di ossidiana a venti facce triangolari, sospeso a un cordino nero intrecciato. Nessuna faccia è parallela alla vicina, e il ciondolo non rimanda dunque mai due volte lo stesso riflesso.
La forma è un icosaedro, uno dei cinque solidi regolari della geometria greca : venti triangoli equilateri identici, trenta spigoli, dodici vertici. Su una pietra trasparente lo si sceglierebbe per la rifrazione ; su un vetro nero serve ad altro. Ogni faccetta è un piccolo specchio orientato diversamente, e il ciondolo si accende per lampi separati invece di rimandare una pozza di luce come un cabochon.
È il pezzo meno caro del catalogo, e dipende dal taglio e non dalla pietra. Un poliedro regolare si taglia su una macchina a indice : si blocca la pietra e si presenta venti volte la stessa faccia alla mola, ruotandola di un angolo fisso. Un cabochon, invece, si forma a mano e chiede un occhio a ogni passata. Stessa materia, dieci volte meno lavoro. Gli altri ciondoli sono qui.
La riserva sono gli spigoli. Trenta spigoli vivi su un vetro vulcanico sono trenta punti da cui la pietra può scheggiarsi, e basta un urto contro una fibbia di cintura. Gli spigoli vengono addolciti a mano prima del montaggio, il che li protegge senza arrotondarli al punto di perdere il disegno, ma un poliedro resterà sempre più fragile di una goccia lucidata. È il prezzo della forma.
La litoterapia associa l’ossidiana al radicamento e la geometria regolare all’equilibrio. Nulla di tutto ciò è dimostrato, e un gioiello non cura niente. Ho raccolto a parte ciò che la tradizione attribuisce all’ossidiana, al condizionale dall’inizio alla fine.
- Ossidiana nera autentica, tagliata a icosaedro con venti facce triangolari.
- Cordino nero intrecciato regolabile, senza chiusura metallica.
- Spigoli addolciti a mano : trenta spigoli vivi sarebbero trenta punti di rottura.
- Il ciondolo più accessibile della linea, per il taglio e non per la pietra.
Cosa sapere prima di indossarlo
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Le caratteristiche
- Pietra
- Ossidiana nera, vetro vulcanico
- Taglio
- Icosaedro, venti facce triangolari
- Dimensioni
- Circa 20 mm
- Montatura
- Nessuna, la pietra è forata e annodata
- Cordino
- Cordino intrecciato nero, lunghezza regolabile
- Genere
- Unisex
- Marca
- Bijoux Obsidienne

Venti facce su un vetro che scoppia a conchiglia
Sfaccettare un vetro vulcanico non ha nulla a che vedere con lo sfaccettare un quarzo. Un cristallo si fende lungo i suoi piani e avverte : la rottura segue una direzione. Un vetro non ha piani, scoppia a conchiglia, in piccole scaglie rotonde, e lo fa senza avvertire appena la mola scalda o l’angolo d’attacco è troppo netto. Su venti facce, basta una passata troppo insistita per perdere l’intera pietra al diciannovesimo triangolo. È questo a spiegare lo scarto in questo tipo di taglio.
Questo pezzo esiste perché mi si chiedeva un ciondolo di ossidiana a basso prezzo che non fosse uno scarto mal lucidato. Una forma geometrica risponde bene a quella richiesta : costa poco da produrre e ha un disegno. Gli altri ciondoli sono qui e la guida all’ossidiana spiega la materia.
Un cristallo avverte prima di rompersi, segue i suoi piani. Un vetro scoppia a conchiglia, senza annunciare nulla.
L’ossidiana non teme l’acqua, ma un poliedro si scheggia sugli spigoli molto più facilmente di una pietra arrotondata. Togliete il ciondolo prima dello sport e non portatelo sotto una cintura. Basta un panno morbido, mai una vasca a ultrasuoni. Pulire un gioiello in ossidiana dice il resto.








