Descrizione
Un cabochon ovale di ossidiana dorata, cinto da una fila di pallini d’argento e posato su spalle traforate ad arabeschi. È la più lavorata delle quindici montature della serie.
La perlinatura è quella fila di pallini che gira attorno all’incastonatura. Non è soltanto un decoro: rompe la linea dura tra il metallo e la pietra, e fa sembrare il cabochon più grande di quanto è disegnando un secondo contorno attorno al primo. È un vecchio accorgimento da orefice, impiegato dall’Antichità proprio per questa ragione.
Le spalle sono traforate, cioè bucate di vuoti. Questo alleggerisce visivamente un anello largo e lascia vedere la pelle attraverso il metallo, cosa che cambia del tutto il modo in cui si porta: un anello pieno di questa larghezza sembrerebbe pesante, questo resta arioso. Il catalogo propone la stessa pietra in una quindicina di montature, dalla più sobria a questa, la più carica. Gli altri anelli sono qui.
La riserva è la manutenzione della brunitura. Gli incavi degli arabeschi e lo spazio tra i pallini della perlinatura sono bruniti a mano, e quel nero è ciò che rende leggibile il disegno. Un panno da lucidare lo toglie in pochi passaggi, e l’anello diventa allora uniformemente grigio, il motivo sparisce. Non lucidi mai questo anello: un risciacquo con acqua tiepida basta.
La cristalloterapia associa l’ossidiana al radicamento, e quella dorata alla fiducia in sé. Nulla di tutto questo è dimostrato, e un gioiello non cura nulla. Ho raccolto a parte ciò che la tradizione attribuisce all’ossidiana, al condizionale dall’inizio alla fine.
- Ossidiana dorata autentica, cabochon ovale incastonato chiuso, cinto da una perlinatura.
- Argento 925, spalle traforate ad arabeschi, incavi bruniti a mano.
- Mai lucidare: il nero degli incavi va via e il disegno sparisce.
- Quindici montature per la stessa pietra: questa è la più carica.
Cosa sapere prima di indossarla
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Le caratteristiche
- Pietra
- Ossidiana dorata, vetro vulcanico, cabochon ovale
- Metallo
- Argento 925, punzone S925
- Montatura
- Incastonatura chiusa cinta da una perlinatura, senza colla
- Decoro
- Arabeschi traforati, incavi bruniti
- Misure
- 52 a 62 (circonferenza interna in mm)
- Genere
- Donna
- Marca
- Bijoux Obsidienne

La perlinatura, e perché si fa per ultima
Una perlinatura si fa sempre dopo l’incastonatura, mai prima, ed è controintuitivo perché sarebbe più facile formarla su una ghiera ancora libera. La ragione è che ribattere la ghiera sulla pietra deforma leggermente il suo bordo superiore, di qualche centesimo, e una perlinatura già formata si ritroverebbe con due o tre pallini schiacciati dal lato da cui l’attrezzo ha spinto. Si incastona, poi si formano i pallini uno a uno sul bordo già ribattuto. È più lento e nessun pallino viene ovale.
Questa montatura è l’opposto della versione a volute del catalogo. L’una non mostra che la pietra, questa mostra tanto metallo quanto pietra. Nessuna delle due è migliore, e lo dico perché mi si chiede spesso quale sia la più bella: è una questione di mano. Gli altri anelli sono qui e la guida alle misure evita un reso.
Si incastona prima, si formano i pallini dopo. Altrimenti due o tre finiscono schiacciati dal lato da cui l’attrezzo ha spinto.
L’ossidiana non teme l’acqua, ma si frantuma all’urto. Si toglie l’anello prima del bricolage e dello sport. Non lo lucidi mai: il nero degli incavi va via e il motivo sparisce. Un risciacquo con acqua tiepida basta. Pulire un gioiello di ossidiana dice il resto.








