Descrizione
Due file di perle tessute fianco a fianco su uno stesso cordino, tenute parallele da un punto di macramè fra ogni perla. Tre pietre : l’occhio di tigre azzurro, l’ematite specchio e l’ossidiana nera. La misura si regola con un nodo scorrevole.
L’occhio di tigre azzurro non esiste allo stato naturale in questo azzurro franco. La pietra naturale azzurrata si chiama occhio di falco, ed è grigia, sorda, molto diversa. L’azzurro vivo che vedete qui si ottiene tingendo o riscaldando un occhio di tigre bruno. Non è né una frode né un difetto finché lo si dice, e io lo dico. Il chatoyance, invece, è del tutto reale : è il riflesso su fibre parallele fossilizzate.
La tessitura a doppia fila cambia la tenuta del bracciale. Due file libere si incrociano e si ingarbugliano ; tessute con un punto fra ogni perla, restano parallele e formano una fascia che abbraccia il polso come un cinturino da orologio. È più lungo da montare e non si disfa. Gli altri bracciali sono qui.
La riserva deriva dal primo punto. Un colore ottenuto per tintura sbiadisce sotto un’esposizione prolungata al sole diretto, e si offusca più in fretta a contatto con profumi e creme. L’azzurro del primo mese non sarà esattamente quello del terzo anno. L’ossidiana e l’ematite, invece, non si muovono. Se volete un azzurro che non si muova per nulla, vi serve un lapislazzuli.
La litoterapia associa l’ossidiana al radicamento, l’ematite alla forza e l’occhio di tigre alla vigilanza. Nulla di tutto ciò è dimostrato, e un gioiello non cura niente. Ho raccolto a parte ciò che la tradizione attribuisce all’ossidiana e ciò che dice degli abbinamenti, al condizionale dall’inizio alla fine.
- Tre pietre su due file tessute : occhio di tigre azzurro, ematite, ossidiana.
- L’occhio di tigre azzurro è una pietra bruna tinta o riscaldata : nessun occhio di tigre è azzurro per natura.
- Tessitura con un punto di macramè fra ogni perla : le file restano parallele.
- Nodo scorrevole regolabile, montato a mano in Francia.
Cosa sapere prima di indossarlo
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Le caratteristiche
- Pietre
- Ossidiana nera, ematite, occhio di tigre tinto in azzurro
- Diametro delle perle
- 8 mm
- Trattamento
- Occhio di tigre tinto o riscaldato, le altre due non trattate
- Circonferenza del polso
- Regolabile da 15 a 22 cm
- Montaggio
- Due file tessute su cordino, nodo scorrevole
- Origine delle pietre
- Messico, Brasile, Sudafrica
- Genere
- Unisex
- Marca
- Bijoux Obsidienne

Tessere due file che restino parallele
La trappola della doppia fila tessuta è la tensione. Le due file devono ricevere esattamente la stessa, altrimenti il bracciale si imbarca : una fila tira, l’altra segue, e la fascia si avvita a elica invece di restare piatta. Ce ne si accorge solo a nodo chiuso, quindi troppo tardi. Il rimedio è montare le due file alternate, una perla a sinistra, una perla a destra, invece di una fila intera e poi l’altra. È due volte più lento e non si imbarca.
Questo modello esiste per chi vuole colore senza uscire dal registro scuro. L’azzurro tinto è il solo modo di ottenere quell’intensità su un occhio di tigre ; il lapislazzuli dà un azzurro naturale ma opaco, senza chatoyance. I due sono in catalogo, qui, e la guida all’ossidiana spiega la pietra principale.
Si monta una perla a sinistra, una perla a destra. Due volte più lento, e la fascia non si avvita a elica.
L’ossidiana non teme l’acqua, ma l’ematite si punteggia di ruggine se resta umida e la tintura dell’occhio di tigre sbiadisce al sole diretto. Togliete il bracciale prima della doccia e non lasciatelo su un davanzale. Un panno morbido e asciutto, mai una vasca a ultrasuoni. Pulire un gioiello in ossidiana dice il resto.








