Descrizione
Un cabochon rotondo di ossidiana nera di circa venticinque millimetri, bombato, incastonato in un largo bordo dorato che sporge tutt’attorno, su una fascia regolabile. È il solo anello da cocktail del catalogo.
Un anello da cocktail è un oggetto a parte: non accompagna un abbigliamento, lo conclude. Questo copre la prima falange da un bordo all’altro, e a questa misura ci sono solo due esiti, il ridicolo o l’evidenza. Ciò che lo fa cadere dalla parte giusta è che non ha alcun decoro: un disco nero, un cerchio dorato, nulla di più. La forma è così semplice che passa per deliberata, cosa che è.
Il rotondo, piuttosto che l’ovale, è una scelta di lettura. Un ovale segue il dito e cerca di fondervisi; un cerchio non segue nulla, si pone di traverso e si vede da ogni parte, anche di profilo. Su una pietra nera perfettamente liscia il risultato è un punto scuro molto netto in fondo alla mano, che la luce attraversa con un riflesso a mezzaluna quando si muove. Gli altri anelli sono qui.
Due riserve. La testa è più larga del dito, quindi l’anello tocca le dita vicine e gira se la fascia non è ben regolata: la stringa di una tacca più di quanto farebbe per un anello ordinario. E una pietra di questo diametro pesa: dopo qualche ora la si sente. Non è un gioiello che si dimentica sulla mano, e non è nemmeno il suo ruolo. La guida alle misure evita un reso.
La cristalloterapia associa l’ossidiana al radicamento. Nulla di tutto questo è dimostrato, e un gioiello non cura nulla. Ho raccolto a parte ciò che la tradizione attribuisce all’ossidiana, al condizionale dall’inizio alla fine.
- Ossidiana nera autentica, cabochon rotondo bombato di circa 25 mm, incastonato chiuso senza colla.
- Ottone placcato oro, largo bordo che sporge oltre la pietra tutt’attorno.
- Fascia regolabile, da stringere di una tacca più di un anello ordinario.
- Una pietra di questo diametro pesa: è un anello da sera, non da giorno.
Cosa sapere prima di indossarla
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Le caratteristiche
- Pietra
- Ossidiana nera, vetro vulcanico, grande cabochon rotondo
- Diametro della pietra
- Circa 25 mm
- Metallo
- Ottone placcato oro
- Montatura
- Incastonatura chiusa, largo bordo sporgente
- Regolazione
- Fascia regolabile
- Genere
- Donna
- Marca
- Bijoux Obsidienne

Il bordo dorato è un paraurti
Il bordo dorato non è lì per allargare l’anello. È più alto e più largo della circonferenza della pietra, cosa che vuol dire che un urto sul fianco dell’anello, contro uno stipite o un piano di lavoro, incontra metallo prima di incontrare il vetro. L’ottone si ammacca e si rilucida; l’ossidiana si scaglia e non si ripara. Su una pietra di venticinque millimetri è la differenza tra un graffio e una perdita, ed è per questo che il bordo sembra troppo generoso.
Il solo punto vulnerabile è dunque la parte alta, la sommità del bombato, che sporge necessariamente dal bordo, altrimenti non si vedrebbe più la pietra. Un urto venuto dall’alto, in piano, resta possibile. In pratica è raro: le mani urtano di lato, quasi mai da sopra. La guida dell’ossidiana spiega la pietra.
L’ottone si ammacca e si rilucida. L’ossidiana si scaglia e non si ripara. Il bordo prende l’urto al posto suo.
L’ossidiana non teme l’acqua, ma la placcatura dorata si consuma con il sapone e il profumo. Si toglie l’anello prima della doccia, e lo si riponga da solo: una grande superficie lucida si riga al contatto di un altro gioiello. Pulire un gioiello di ossidiana dice il resto.








