Descrizione
Botti di occhio di tigre bruno, coricate fra sottili rondelle di ematite e perle tonde di ossidiana. Tre forme, tre misure, su un cordino bruno con nodo scorrevole. È la fila più ritmata della linea.
Il taglio a botte non è una perla tonda accorciata. È un cilindro dai fianchi bombati, forato per il lungo, e questa forma mette la banda di chatoyance dell’occhio di tigre nell’asse del bracciale invece di lasciarla girare attorno al foro. Il risultato è che la luce corre da un capo all’altro della botte quando il polso si muove, cosa che una perla tonda non fa mai. La forma serve l’effetto, non il contrario.
Le rondelle di ematite non sono lì per decorare ma per dare il ritmo. Senza di esse le botti e le perle tonde si toccherebbero direttamente e la fila sembrerebbe sbilenca, perché due forme diverse accostate fanno sempre uno scalino. Un disco piatto fra le due risolve il raccordo. È un problema di falegnameria più che di oreficeria. Gli altri bracciali sono qui.
La riserva riguarda il cordino bruno. Un filo intrecciato chiaro si sporca in modo visibile, là dove un cordino nero assorbe tutto : dopo un anno di uso quotidiano, il bruno si sarà scurito nei punti di contatto con la pelle e conserverà una tinta disuguale. Si lava con acqua tiepida e sapone delicato, ma la tinta originale non torna del tutto. Il cordino si sostituisce, lo rifaccio senza spese.
La litoterapia associa l’ossidiana al radicamento, l’ematite alla forza e l’occhio di tigre alla vigilanza. Nulla di tutto ciò è dimostrato, e un gioiello non cura niente. Ho raccolto a parte ciò che la tradizione attribuisce all’ossidiana e ciò che dice degli abbinamenti, al condizionale dall’inizio alla fine.
- Tre pietre e tre forme : botti di occhio di tigre, rondelle di ematite, perle di ossidiana.
- Il taglio a botte mette il chatoyance nell’asse del bracciale.
- Cordino bruno intrecciato con nodo scorrevole, regolabile da 15 a 22 cm.
- Il cordino chiaro si segna col tempo ; lo sostituisco senza spese.
Cosa sapere prima di indossarlo
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Le caratteristiche
- Pietre
- Occhio di tigre bruno naturale, ematite, ossidiana nera
- Forme
- Botti, rondelle piatte, perle tonde
- Circonferenza del polso
- Regolabile da 15 a 22 cm
- Montaggio
- Cordino intrecciato con nodo scorrevole, senza chiusura metallica
- Peso
- Circa 22 g
- Origine delle pietre
- Sudafrica, Brasile, Messico
- Genere
- Uomo
- Marca
- Bijoux Obsidienne

Tre misure di pietra su un solo filo
Mescolare tre forme su un filo pone un problema di allineamento dei fori. Una botte è forata per il lungo, una rondella nel suo spessore, una perla tonda al centro : i tre fori non escono alla stessa altezza rispetto alla superficie. Se le si infila a caso, il filo zigzaga e la fila ondeggia. Bisogna dunque calcolare l’ordine perché le altezze si compensino, ed è la sola ragione per cui qui le rondelle tornano sempre a coppie.
Questa fila esiste perché l’occhio di tigre in perle tonde delude spesso. Il chatoyance c’è ma gira, e su una sfera se ne vede solo un lampo. La botte lo srotola. Gli altri bracciali sono qui e la guida all’ossidiana spiega la pietra principale.
Su una sfera il chatoyance gira e se ne vede solo un lampo. La botte lo srotola da un capo all’altro.
L’ossidiana e l’occhio di tigre non temono l’acqua, ma l’ematite si punteggia di ruggine se resta umida e il cordino bruno ci mette molto ad asciugare. Togliete il bracciale prima della doccia. Un panno morbido e asciutto, mai una vasca a ultrasuoni. Pulire un gioiello in ossidiana dice il resto.








