L'ossidiana, pietra di protezione e radicamento
Fra tutte le pietre, l'ossidiana nera è probabilmente quella più associata alla protezione e al radicamento. Ecco che cosa le attribuisce la cristalloterapia, e soprattutto come farla tua ogni giorno, con dolcezza e buon senso.

Una pietra di protezione
Nelle tradizioni della cristalloterapia, l'ossidiana nera è considerata una pietra di protezione per eccellenza. Le si attribuisce il ruolo di uno scudo: agirebbe come uno specchio scuro, rimandando indietro le energie percepite come negative invece di lasciarle arrivare fino a noi.

È anche detta pietra « di verità »: per il suo aspetto di specchio, si dice che inviti a guardare ciò che a volte si evita, e quindi a proteggersi anzitutto dalle proprie fughe. Una protezione che comincerebbe, in fondo, con un po' di lucidità verso sé stessi.
Il radicamento e il chakra radice
L'altra grande fama dell'ossidiana è il radicamento. Nel vocabolario della cristalloterapia, radicarsi significa riconnettersi alla terra, al presente, al proprio corpo: ritrovare stabilità quando ci si sente dispersi o « troppo nella testa ».

Sul piano energetico, l'ossidiana nera è tradizionalmente collegata al chakra radice (Muladhara), alla base della colonna vertebrale. È il centro associato alla sicurezza, all'ancoraggio e alla sensazione di essere « al proprio posto ». Si capisce perché questa pietra scura e densa le venga così spesso associata.
Perché protezione e radicamento vanno insieme
Se queste due qualità tornano sempre insieme, è perché si richiamano a vicenda: difficile sentirsi protetti se si fluttua, e difficile radicarsi se ci si sente esposti. L'ossidiana è così apprezzata nei periodi in cui si ha bisogno di ritrovare il proprio centro e di sentirsi solidi: cambiamenti, stanchezza emotiva, ambienti pesanti.
Ho preso l'abitudine di portare il mio bracciale di ossidiana nei giorni un po' duri, un appuntamento che mi intimidisce, una giornata piena. Sentirlo al polso mi ricorda semplicemente di respirare e di tenere i piedi per terra.
Come usare l'ossidiana per proteggersi e radicarsi
Il modo più semplice è portarla addosso, per tenerla a contatto per tutta la giornata:
- come bracciale, il gesto più comune: secondo una convenzione diffusa, si porta la pietra al polso sinistro per « ricevere », al polso destro per proteggersi verso l'esterno;
- come ciondolo o collana, per tenerla vicino al plesso o al cuore;
- come pietra burattata in tasca, da stringere in mano nei momenti di stress.
In casa, si ama metterne una vicino all'ingresso o in una stanza di passaggio. E in un momento di calma o durante una meditazione, appoggiarla alla base del corpo o tenerla nel palmo aiuterebbe, si dice, a ritrovare il centro. L'essenziale resta l'intenzione che ci metti.
Con quali pietre abbinarla
L'ossidiana si sposa volentieri con altre pietre, a seconda di ciò che si desidera rafforzare:
- per la protezione: la tormalina nera, oppure l'occhio di tigre (che aggiunge un tocco di radicamento);
- per il radicamento: l'ematite, il diaspro rosso o il granato, molto « terra »;
- per addolcirne l'intensità: il quarzo rosa, l'ametista o la labradorite, considerata una protezione più delicata.

Non esiste una regola assoluta: in cristalloterapia si consiglia soprattutto di ascoltare le proprie sensazioni e di scegliere le pietre verso cui ci si sente attratti.
Quale gioiello in ossidiana scegliere?
Per una protezione e un radicamento quotidiani, la scelta più semplice resta un bracciale in ossidiana nera, discreto e facile da portare. Se preferisci tenere la pietra vicino al cuore, orientati su un ciondolo o una collana.

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Precauzioni e buon senso
L'ossidiana è spesso descritta come una pietra potente e schietta. In molti consigliano di avvicinarsi a lei gradualmente, e di abbinarla a una pietra più dolce se la si trova troppo intensa. Ricordati anche di purificarla regolarmente, soprattutto dopo l'acquisto e se la porti spesso.
Da tenere a mente, le proprietà descritte qui appartengono alla cristalloterapia, un approccio di benessere fondato su tradizioni e credenze. Non costituiscono un'affermazione medica, non curano alcuna malattia e non sostituiscono mai il parere né il trattamento di un professionista sanitario. In caso di problemi di salute, consulta un medico.
Lo dico spesso alle mie clienti: una pietra non è magica. È un piccolo supporto, un promemoria, un'intenzione che ci si dà. È già molto, e va benissimo così.
Domande frequenti
A quale polso portare un bracciale di ossidiana?
L'ossidiana va bene per tutti?
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