Descrizione
Una punta di ossidiana a sei facce, posata di traverso sul dito e trattenuta da un filo d’argento incrociato nel suo mezzo. La fascia è aperta, l’anello si regola, e la pietra non è né forata né incollata.
La pietra è posata trasversalmente, cosa inusuale: la maggior parte degli anelli a punta la drizza nell’asse del dito. Di traverso, la punta occupa la larghezza della mano invece della sua lunghezza, e l’anello si legge come una barra piuttosto che come una freccia. Sporge anche da ciascun lato, cosa che cambia molto il modo in cui si porta.
La tenuta si ottiene con un filo incrociato sopra e sotto la pietra, non con griffe né con colla. Vuol dire che nessuna pressione puntuale si esercita sul vetro: il filo trattiene per la geometria dell’incrocio. È lo stesso principio del ciondolo a punta avvolta del catalogo, ed è la montatura più delicata per una pietra fragile. Gli altri anelli sono qui.
Due riserve. L’anello sporge da una parte e dall’altra del dito, e tocca le dita vicine: su una mano in cui sono ravvicinate, dà fastidio. E la fascia aperta è d’argento, un metallo tenero: regolarla più volte a settimana finisce per affaticare il metallo nel punto in cui piega, e va poi fatta riformare. La regoli una volta e non ci tocchi più. La riformo senza spese. La guida alle misure evita un reso.
La cristalloterapia associa l’ossidiana al radicamento, e attribuisce alle forme a punta un ruolo di direzione. Nulla di tutto questo è dimostrato, e un gioiello non cura nulla. Ho raccolto a parte ciò che la tradizione attribuisce all’ossidiana, al condizionale dall’inizio alla fine.
- Ossidiana nera autentica, punta a sei facce, né forata né incollata.
- Argento 925, filo incrociato che trattiene per la geometria, senza pressione puntuale.
- Fascia aperta, regolabile: da regolare una volta, non ogni settimana.
- La pietra è posata di traverso e sporge: tocca le dita vicine.
Cosa sapere prima di indossarla
![]() | ![]() | ![]() |
Le caratteristiche
- Pietra
- Ossidiana nera, vetro vulcanico, punta esagonale
- Metallo
- Argento 925, punzone S925
- Montatura
- Filo incrociato, pietra né forata né incollata
- Regolazione
- Fascia aperta, regolabile
- Lunghezza della pietra
- Circa 25 mm
- Genere
- Unisex
- Marca
- Bijoux Obsidienne

Trattenere una punta di traverso, senza forarla
Su una montatura a filo la tensione giusta si regola col suono e non con la vista. Si posa la pietra, si incrocia il filo, e si batte piano l’anello contro il bordo del banco: se la pietra è libera si sente un ticchettio secco, due materie che si urtano. Se è trattenuta, il suono è sordo. Troppo stretto, il filo segna il vetro con una linea bianca visibile alla lente, e quella linea è l’inizio di una crepa. Tra il ticchettio e il segno, la finestra è stretta.
Questo anello è in catalogo perché è la sola montatura della gamma in cui la pietra può essere tolta e sostituita senza rompere nulla. Il filo si apre, la punta esce, un’altra prende il suo posto. Nessuno me l’ha mai chiesto, ma è vero e vale dirlo. Gli altri anelli sono qui.
Si batte l’anello contro il banco. Ticchettio, la pietra è libera. Suono sordo, è trattenuta. Tra i due, la finestra è stretta.
L’ossidiana non teme l’acqua, ma la punta si scheggia all’urto e sporge dal dito. Si toglie l’anello prima di qualsiasi lavoro manuale. Regoli la fascia solo raramente: l’argento si affatica nel punto della piega. Pulire un gioiello di ossidiana dice il resto.








