Descrizione
Un grande disco di ossidiana lucidato su entrambe le facce, incastonato in un cerchio d’acciaio inossidabile, sospeso a una catena veneziana. È il pezzo del catalogo più vicino all’uso originario di questa pietra : uno specchio.
Prima di essere un gioiello, l’ossidiana lucidata era uno specchio. Le botteghe mesoamericane ne producevano dischi già in epoca olmeca, e ne sono stati ritrovati fino nelle collezioni europee del Cinquecento. Non è una leggenda da scheda prodotto : gli oggetti esistono, sono datati, e la loro superficie è abbastanza piana da riflettere un volto. Questo disco riprende il formato, in più piccolo. La guida all’ossidiana racconta questa storia.
La montatura è un cerchio d’acciaio inossidabile chiuso, non delle griffe. Su un disco largo e sottile è il solo montaggio ragionevole : delle griffe premerebbero su quattro punti di un bordo piatto e lo scheggerebbero al primo urto, mentre un cerchio distribuisce l’appoggio su tutta la circonferenza. La catena è del medesimo acciaio, a maglia veneziana, che non si attorciglia. Gli altri ciondoli sono qui.
La riserva è la lucidatura a specchio, ed è la stessa di uno specchio vero : mostra tutto. Le impronte delle dita si vedono subito, e una micrograffiatura che passerebbe inosservata su una pietra opaca qui si legge sotto un certo angolo. Un disco di questa misura portato contro una cerniera prenderà dei segni. Si rilucidano, ma è meglio saperlo.
La litoterapia associa l’ossidiana al radicamento e lo specchio nero all’introspezione. Nulla di tutto ciò è dimostrato, e un gioiello non cura niente. Ho raccolto a parte ciò che la tradizione attribuisce all’ossidiana, al condizionale dall’inizio alla fine.
- Ossidiana nera autentica, grande disco lucidato a specchio su entrambe le facce.
- Cerchiatura in acciaio inossidabile chiusa, senza griffe : l’appoggio è distribuito su tutto il bordo.
- Catena veneziana in acciaio inossidabile, che non si attorciglia.
- La lucidatura a specchio mostra le impronte e le micrograffiature.
Cosa sapere prima di indossarlo
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Le caratteristiche
- Pietra
- Ossidiana nera, vetro vulcanico
- Forma
- Disco tondo, lucidato a specchio su due facce
- Diametro
- Circa 40 mm
- Montatura
- Cerchio in acciaio inossidabile, castone chiuso
- Catena
- Acciaio inossidabile, maglia veneziana
- Genere
- Unisex
- Marca
- Bijoux Obsidienne

Lucidare un disco senza lasciare una sola traccia
Lucidare un disco piatto è più difficile che lucidare un cabochon, e questo sorprende sempre. Su una superficie bombata la mola tocca un solo punto per volta e i difetti si fondono nella curva. Su un piano, appoggia su tutta la larghezza, e la minima variazione di pressione lascia una zona un po’ più opaca che si vede solo inclinando il pezzo sotto una luce radente. Il controllo si fa dunque alla finestra, mai sotto la lampada del banco, troppo diretta per mostrare quel difetto.
Questo ciondolo esiste perché la storia dello specchio di ossidiana torna in tutte le mie conversazioni, e nessun gioiello del catalogo la mostrava. Un disco lucidato su entrambe le facce la rende evidente senza doverla spiegare. Gli altri ciondoli sono qui e la guida all’ossidiana racconta il resto.
Un piano si controlla alla finestra, mai sotto la lampada. La lampada è troppo diretta, nasconde la zona opaca.
L’ossidiana non teme l’acqua e nemmeno l’acciaio inossidabile, ma la lucidatura a specchio trattiene le impronte. Basta un panno in microfibra asciutto, come per un paio di occhiali. Evitate gli urti contro una cerniera, e mai una vasca a ultrasuoni. Pulire un gioiello in ossidiana dice il resto.








