Descrizione
Due file da 8 millimetri dove l’ossidiana nera si alterna all’ematite grigia. Una porta una barretta cesellata in metallo brunito, l’altra due sfere pavé di piccole pietre chiare. Tutto è scuro, e il rilievo fa la differenza.
Ossidiana ed ematite si somigliano da lontano e non si somigliano da vicino. L’ossidiana è un vetro vulcanico : rimanda una luce profonda, un po’ liquida, con del nero dentro. L’ematite è un ossido di ferro lucidato : rimanda una luce metallica, grigia, come l’acciaio. Fianco a fianco, l’occhio legge due neri diversi, ed è questo che tiene insieme una fila interamente scura. Abbinare l’ossidiana ad altre pietre entra in questi accostamenti.
La barretta cesellata non è una chiusura. È infilata come una perla, sullo stesso elastico, e serve da punto focale : senza di essa la fila sarebbe una linea uniforme e il polso non avrebbe dove fermarsi. Il motivo incisto è un decoro di ispirazione gotica, tenuto volutamente discreto dalla patina nera. Gli altri bracciali sono qui.
La riserva riguarda la brunitura del metallo. È una patina di superficie, non un colore nella massa, e si consuma esattamente dove si sfrega : gli spigoli del rilievo della barretta e la cintura delle sfere pavé. Dopo due o tre anni quegli spigoli tornano chiari e il contrasto si rovescia. C’è chi lo trova più bello, c’è chi no. Non è un difetto di fabbricazione, è quel che fa una patina.
La litoterapia associa l’ossidiana al radicamento e l’ematite alla forza. Nulla di tutto ciò è dimostrato, e un gioiello non cura niente. Ho raccolto a parte ciò che la tradizione attribuisce all’ossidiana, al condizionale dall’inizio alla fine.
- Due bracciali venduti insieme, perle da 8 mm di ossidiana ed ematite.
- Barretta cesellata in metallo brunito su una fila, due sfere pavé sull’altra.
- La patina nera si consuma sugli spigoli e il contrasto si rovescia con gli anni.
- Montati a mano in Francia, fili elastici intrecciati, senza chiusura.
Cosa sapere prima di indossarli
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Le caratteristiche
- Pietre
- Ossidiana nera, ematite
- Diametro delle perle
- 8 mm
- Finiture
- Barretta cesellata in metallo brunito, due sfere pavé
- Contenuto
- Due bracciali
- Circonferenza del polso
- Da 17 a 19 cm, elastico
- Montaggio
- Fili elastici intrecciati, senza chiusura
- Origine delle pietre
- Messico, Brasile
- Genere
- Uomo
- Marca
- Bijoux Obsidienne

Il metallo brunito, e cosa diventa
Una barretta infilata su elastico va posta dal lato opposto al nodo, e non altrove. La ragione è meccanica : il nodo è il punto più spesso del filo, la barretta il punto più rigido della fila, e se i due finiscono dalla stessa parte, il bracciale non si chiude in cerchio ma a goccia. Sul banco non si vede, dove il bracciale è appoggiato in piano, ma al polso salta agli occhi.
Questo duo è pensato per un polso maschile, e la parola conta poco : conta il diametro del polso. Due file da 8 millimetri riempiono bene una circonferenza di diciannove centimetri e risultano pesanti su una di quindici. Gli altri bracciali sono qui, e la guida all’ossidiana spiega la pietra.
Nodo e barretta dalla stessa parte, e il bracciale si chiude a goccia invece che in cerchio. Invisibile in piano, ovvio al polso.
L’ossidiana non teme l’acqua, ma l’ematite si punteggia di ruggine se resta umida per giorni, e la patina del metallo si consuma più in fretta col sapone. Togliete i bracciali prima della doccia. Un panno morbido e asciutto, mai una vasca a ultrasuoni. Pulire un gioiello in ossidiana dice il resto.








